LA SCOMPARSA DI EWALD KOOIMAN, UN GRANDE DELL'ORGANO



mercoledì 28 gennaio 2009

Domenica 25 gennaio 2009, all’età di settant’anni, è improvvisamente venuto a mancare (mentre si trovava in vacanza in Egitto) uno dei più eminenti organisti del nostro tempo, l’olandese Ewald Kooiman.
Musicologo e Organologo di grandissimo spessore, insigne studioso e interprete della musica dell’età barocca, con particolare riferimento a quella di Johann Sebastian Bach e del Sei-Settecento francese, Ewald Kooiman era nato in Olanda nel 1938. La sua notorietà, sotto il duplice aspetto didattico e artistico, è stata davvero mondiale. È stato curatore di fondamentali collane di musica organistica dei secoli dal XVII al XIX (“Incognita Organo” e “Repro Organo”). Ha suonato nell’ambito delle più importanti rassegne concertistiche internazionali, realizzando altresì una sessantina di incisioni discografiche, tra cui fanno spicco ben due cicli dell’integrale organistica bachiana realizzati su splendidi organi storici d’Olanda, Germania, Francia e Svizzera. Ospite di numerose trasmissioni televisive e radiofoniche in varie Nazioni, ha tenuto con grande competenza e passione masterclass di interpretazione organistica in varie Nazioni e Continenti, contribuendo alla formazione di varie generazioni di organisti di ogni parte del Mondo. Ha insegnato, tra l’altro, al Conservatorio Sweelinck di Amsterdam e alla celeberrima International Summer Academy di Haarlem, pubblicando anche volumi e saggi (in varie lingue) sull’interpretazione della musica antica per Organo. Era membro onorario della Royal Dutch Society of Organists e nel 2003 la Regina d’Olanda lo aveva insignito dell’onorificenza di Cavaliere.
Il mio personale ricordo di Kooiman risale al tempo dei miei studi all’Accademia Organistica di Pistoia. Era il 1980 e l’insigne concertista e didatta olandese, stimatissimo da noi tutti, martedì 2 settembre di quell’anno tenne un indimenticabile Concerto sull’Organo costruito da Giosuè Nicomede e Giovanni Agati di Pistoia nel 1822 per la Pieve di S. Stefano a Serravalle Pistoiese (Pistoia). L’interessante (e tutt’altro che scontato) Programma comprendeva brani di C. F. Hurlebusch, B. C. Weber, B. A. della Ciaja, J. S. Bach, G. Lasceux, L. A. J. Lefébure-Wély. Dall’elegante solennità dell’Organista della Oude Kerke di Amsterdam (Hurlebusch) alle travolgenti fantasmagorie dell’Organista di Saint Sulpice a Parigi (Lefébure-Wély), le esecuzioni del Maestro Kooiman non erano soltanto estremamente precise sul versante tecnico, poiché erano anche corredate da quella fantasia e da quel gusto dell’applicazione di tutte le “risorse” estetiche richieste dal tipo di linguaggio espresso, che fanno davvero la differenza tra una soltanto buona esecuzione e un’autentica (e nel caso di Kooiman, altresì coinvolgente ed entusiasmante) interpretazione. Al termine del memorabile récital, oltre alle sentite congratulazioni formulate da noi allievi, Kooiman potè fregiarsi dei complimenti, in questo caso “blasonati”, di due altri luminari della musica antica per strumenti “da tasto”, Luigi Ferdinando Tagliavini e Colin Tilney, a quell’epoca nostri indimenticati Maestri all’Accademia pistoiese, presenti al Concerto del loro illustre Collega. Quello di Ewald Kooiman è stato un grande esempio di coerenza e impegno culturale e artistico: gli Organisti della mia generazione non potranno dimenticarlo tanto facilmente.
Domenico Morgante