
Rieti, 8 dicembre 2008
Ho ricevuto l’onore e il privilegio di essere stato invitato, dal benemerito Comitato San Domenico di Rieti, alla Cerimonia d’Inaugurazione di lunedì 8 dicembre 2008 e ben volentieri ho percorso in macchina gli oltre 500 km che separano casa mia da Rieti per “toccare con mano” lo strumento che in vari luoghi e situazioni (forum telematici, riviste, discussioni, ecc.) ha dato adito a svariate (spesso inutili...) polemiche. Bene: il “Colosso di Rieti”, come da molti è stato simpaticamente definito lo strumento realizzato dal geniale Bartolomeo Formentelli sulla scorta di uno studio approfondito della trattatistica francese d’età illuministica, è un autentico capolavoro nel suo genere e può ben essere definito una vera “pietra miliare” nella Storia dell’Organologia e dell’Organaria. I materiali impiegati per la sua costruzione sono di primissimo ordine, il colore del suono (ovviamente indescrivibile a parole) è di qualità e bellezza elevatissime, la meccanica risulta di grande precisione ed efficienza; altresì l’impatto sul piano estetico è di una raffinatezza incantevole... Cos’altro dire?! Colgo dunque l’occasione di questo intervento per esprimere ulteriormente (avendolo già fatto di persona) il mio più vivo compiacimento a tutto l’atelier di Bartolomeo Formentelli per aver lavorato con una qualità e una dedizione semplicemente ammirevoli, e al Comitato San Domenico di Rieti per l’altrettanto ammirevole “coraggio” dimostrato nel portare avanti un progetto così ambizioso e inevitabilmente pieno di rischi d’ogni sorta (in primo luogo l’incomprensione...), nonché per la riuscitissima Cerimonia inaugurale di lunedì 8 dicembre 2008 (al di là del livello d'attenzione dei "media", in verità sempre più disinteressati a tutto ciò che fa Cultura...). Infine un ringraziamento e una lode particolare al carissimo Ing. Filippo Tigli, che mi onora della sua amicizia, per il suo ruolo insostituibile in tutta questa bellissima “avventura” artistica.
Domenico Morgante
